Il corpo di Ciro sta affondando nelle acque scure del Golfo di Napoli. E mentre sprofonda sempre più, affiorano i ricordi. I suoni attutiti dall’acqua si confondono con le urla della gente in fuga. E’ il 1980, la terra trema, il palazzo crolla, ma sotto le macerie si sente il pianto di un neonato ancora vivo. Dieci anni più tardi, ritroviamo quel neonato ormai cresciuto, mentre sopravvive come può alle strade di Napoli, figlio di nessuno. Ricordi vividi di un’educazione criminale che l’hanno reso ciò che è: Ciro Di Marzio, l’Immortale.
"La Piovra" è una di quelle serie televisive che hanno segnato un'epoca, non solo in Italia ma in tutto il mondo. Ambientata nella Sicilia degli anni Ottanta, questa produzione rappresenta uno spaccato crudo e realistico di una società corrotta dove la mafia ha messo radici profonde grazie ai legami con la grande industria edilizia e il potere politico. La forza narrativa di "La Piovra" sta nella sua capacità di intrecciare storie personali con complessi intrighi criminali, rendendola un must-watch per gli appassionati del genere crime.
Il protagonista della prima stagione, il commissario Corrado Cattani interpretato magistralmente da Michele Placido, viene trasferito a Palermo per contrastare l'ascesa della nuova mafia. L'incarico lo porta a confrontarsi con Sante Cirinnà, un boss senza scrupoli che domina il narcotraffico locale. Sin dal primo episodio, le indagini del commissario si rivelano ardue e intricate, poiché deve navigare attraverso tradimenti personali e professionali, oltre a dover gestire i suoi tormentati sentimenti per Titti Pecci Scialoia.
I personaggi di "La Piovra" sono costruiti con grande profondità psicologica. Vittorio Mezzogiorno nei panni di Davide Licata offre una performance intensa che rimane impressa nella memoria dello spettatore. Allo stesso modo, Remo Girone incarna perfettamente la figura dell'antagonista Tano Cariddi in stagioni successive, arricchendo ulteriormente la trama con colpi di scena intriganti e tensioni drammatiche.