Dopo la sconfitta di Borodino in molti a Mosca decidono di lasciare la città e di dar fuoco alle loro case, pur di non vederle nelle mani dei francesi. Come tutti gli altri, anche i Rostov stanno facendo i bagagli in vista della fuga. Solo Petja è recalcitrante e, a furia di insistere, strappa al padre il permesso di arruolarsi come ussaro nel reggimento di Nicolaj. La partenza della famiglia, però, viene ritardata dall'arrivo di alcuni soldati in condizioni miserevoli. Natasha apre loro le porte di casa, si improvvisa infermiera e a poco a poco ritrova, in questa dedizione, la voglia di vivere. Inaspettatamente un'ultima carrozza si aggiunge al convoglio dei Rostov: Pierre affida alle loro cure un suo amico, un ufficiale molto malato, di cui tutti conoscono l'identità, tranne Natasha. Si tratta, infatti, del principe Andrej. Con grande dispiacere di Natasha, Pierre ha deciso di restare a Mosca: vuole provare ad uccidere Napoleone con le sue stesse mani. Durante il viaggio, la contessa Rostova si accorge che Natasha continua a sentirsi in colpa per gli errori commessi in passato e decide di portarla da Andrej, che la perdona e le dichiara di non aver mai smesso di amarla.
Dopo la morte del padre, Marja si ritrova sola a capo di Lysya Gory. I suoi servi si rifiutano di obbedirle, hanno sequestrato i cavalli e le impediscono di abbandonare la tenuta. L'ordine viene ripristinato dall'arrivo tempestivo di Nicolaj e di altri ussari, che salvano Marja dalla difficile situazione. Al momento del congedo, Marja e Nicolaj si salutano con l'augurio che questo incontro possa ristabilire la concordia tra le loro famiglie: sembra che tra i due sia nato un sentimento importante, che non passa inosservato agli occhi di Sonja quando Marja, accompagnata da Nicolaj e dal piccolo Nicoluska, raggiunge i Rostov, fuggiti da Mosca, per riabbracciare il fratello Andrej che muore pochi giorni dopo, assistito amorevolmente da Natasha.
La contessa accoglie Marja come una figlia e chi