Dopo il Piano B, Conrad gira il coltello nella piaga e Fisk ha una rivelazione: questa è guerra. Maeve dà a Eddie una lezione sull'arte degli scacchi. Richie abbocca. Harry va alla ricerca di Seraphina e Brendan, che si sono ribellati.
Mancano solo 14 giorni: la stagione 2 di MobLand debutterà il 18 settembre 2026 su Paramount+, e per gli appassionati di crime drama britannici è una delle date da segnare subito in calendario. La serie con Tom Hardy, Pierce Brosnan e Helen Mirren torna con nuovi episodi dopo una prima stagione da 10 puntate che ha costruito un universo familiare feroce, elegante e spietato, dove il potere non si eredita soltanto: si difende con il sangue, i segreti e le decisioni peggiori. Questa non è una semplice ripartenza, ma un ritorno in zona di guerra, con la famiglia Harrigan ancora più esposta e Harry Da Souza chiamato, ancora una volta, a risolvere ciò che nessun altro può permettersi nemmeno di nominare.
Per chi ha bisogno di rinfrescarsi la memoria senza ripercorrere tutto da capo, MobLand racconta lo scontro tra gli Harrigan, potente famiglia criminale londinese, e gli Stevenson, rivali capaci di minacciare non solo il loro impero ma anche la loro sopravvivenza. Al centro c’è Harry Da Souza, interpretato da Tom Hardy, un “risolutore” chiamato a proteggere la famiglia Harrigan quando il caos comincia a stringere la gola al clan. Hardy porta in MobLand quella presenza fisica e minacciosa che i fan ricordano da Peaky Blinders, dove era l’indimenticabile Alfie Solomons, ma qui il suo Harry è meno teatrale e più trattenuto: un uomo che osserva, incassa e poi colpisce quando il danno è già diventato inevitabile.
La stagione 2 sembra voler alzare subito la posta. Il primo episodio, secondo la sinossi ufficiale, vede Maeve e Conrad “andare ai cani”, lasciando Harry a gestire le conseguenze disordinate. È un’immagine perfetta per descrivere la direzione attesa: meno controllo, più decomposizione interna. Conrad Harrigan, interpretato da Pierce Brosnan, non appare più soltanto come il patriarca di un impero criminale, ma come un uomo il cui autocontrollo potrebbe diventare il punto debole più pericoloso della famiglia. Brosnan, che ha già dimostrato in The Son di saper incarnare figure di potere complesse e carismatiche, ha qui materiale ideale per spingere Conrad verso una fragilità più minacciosa della forza.