Gli aspiranti suicidi si radunano intorno al fuoco e Minegishi usa come combustibile il carburante della barca, che non servirà più. Satō non trova il modo di dire che non vuole che lo facciano, e si ritrova a spargere anche lui il carburante. L'universitario rivela di essere il figlio dei proprietari di una clinica che non volevano che il loro erede si avvicinasse al fuoco per paura che si ustionasse. Intanto Jogasaki, Yamazaki e Misaki stanno andando al porto con un'auto, e Yamazaki chiede a Misaki quali sono le sue intenzioni, dicendole che Satō ha scoperto che lei lo spiava e questa può essere una delle cause del suo suicidio. Lei dice di volerlo solo aiutare e Yamazaki chiede perché. Gli aspiranti suicidi e Satō salgono su un'alta rupe dell'isola, quindi tutti ringraziano Satō per aver fatto vivere loro in modo bello l'ultima giornata della loro vita. Dopo che gli altri si sono allontanati, Hitomi abbraccia Satō sul bordo del precipizio dicendogli che si aspettava che sarebbe stato lui a seguirla fino all'ultimo. Jogasaki al porto scopre che la barca di Minegishi è partita per un'isola e noleggia una barca che guiderà lui, su cui salgono anche gli altri dopo che Misaki ha detto a Yamazaki che Satō è il ragazzo che stava cercando. Sull'isola gli aspiranti suicidi, compreso Satō, stanno per avvicinarsi al precipizio quando l'universitario si ferma dicendo di non riuscire a morire perché pensa a come renderebbe triste sua madre. Ricorda quindi anche agli altri che hanno una famiglia, ma Minegishi dice di averla persa perché quando è fallita la sua azienda sua moglie l'ha lasciato portandosi dietro suo figlio. L'universitario lo esorta comunque a non morire perché causerebbe dolore al figlio. Il ragazzo dice che ha rubato del denaro ai suoi genitori, ma Minegishi gli dice che se è ricattato da un delinquente potrà essere aiutato da un avvocato che lui conosce. Tutti si allontanano quindi dal proposito del suicidio, tranne Hitomi, che dice di non