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Welcome to Misaki!

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Satō partecipa ad una lezione di Misaki in cui lei parla delle parole pronunciate da persone famose prima di morire, concludendo con quelle del maratoneta Kōkichi Tsuburaya, che si suicidò dopo essere tornato nella sua città natale. Misaki crede che lo vogliano fare tutti prima di morire, e Satō le chiede notizie sulla sua città natale. Lei dice di essere nata in una città del nord con un promontorio famoso per i suicidi, su cui lei andava spesso a giocare: lì vide sua madre cadere in mare. Misaki dice quindi a Satō che il giorno dopo dovrà sostenere l'esame finale, perché lei dovrà partire per un posto lontano che nessuno conosce. Quindi gli dà appuntamento alla stazione, ed il giorno dopo escono in mezzo alla folla per testare Satō. La sera, nel parco, Misaki gli dice di aver passato l'esame e lui chiede perché è stato scelto per il "progetto". Misaki risponde che è stato scelto soltanto perché da casa sua si vede l'appartamento di lui, e lì ha visto una persona più inutile di lei. Quindi gli dà un nuovo contratto da firmare in cui Satō accetterebbe di amarla, starle vicino quando si sente sola, quindi sempre perché lei si sente sempre sola, e non cambiare i suoi sentimenti. Misaki spiega che dovrebbe accettare perché è l'unica persona che gli è rimasta, e altrimenti rimarrebbe solo. Satō se ne va dicendo che è una cosa stupida; lei gli chiede se non si sente solo e lui risponde di no, ma Misaki urla piangendo che invece lei si sente sola. A casa, Satō riflette su ciò che è successo e pensa di non aver accettato perché è stato chiamato "inutile", e tutte le persone cercano di non sentirsi inutili, arrivando ad offendere gli altri via internet quando non trovano una persona più inutile di loro. Al contrario, lui dovrebbe ammettere di esserlo. Dopo molti giorni, Satō non ha più abbastanza cibo: Yamazaki gli ha detto di non potergli spedire i prodotti della fattoria, e la madre non gli ha più inviato denaro a causa del padre in ospedale. Quindi pensa che una persona può stare chiusa in casa solo quando ha assicurati cibo e abbigliamento, altrimenti, se non ha la forza di morire, non può fare a meno di lavorare. Satō esce ed inizia a lavorare come agente del traffico. Misaki lo vede dalla finestra e con il pensiero gli fa le congratulazioni. Tornando a casa, Satō vede che Misaki viene caricata su un'ambulanza. Il giorno dopo va davanti a casa di Misaki e vede uscire suo zio, che gli dà un passaggio fino all'ospedale. Lo zio di Misaki è anche il proprietario della casa di Satō, e gli racconta la vita della nipote: suo padre morì quando lei era nata da poco e sua madre sposò in seconde nozze un uomo violento: Satō capisce perché Misaki aveva spesso paura di essere picchiata. Sua madre poi cadde dal promontorio e non si seppe mai se si trattò di suicidio o incidente, quindi Misaki visse con il patrigno finché non si trasferì presso gli zii. Lì provò a frequentare la scuola, ma si ritirò e non ebbe relazioni con gli altri della sua età, continuando ad aiutare la zia nella sua propaganda religiosa e a lavorare nel manga café dello zio. Lo zio dice di averla vista felice ogni volta che parlava con Satō. Arrivati nell'ospedale, non trovano Misaki e vedono un libretto dell'orario dei treni dentro il quale si trova un biglietto con scritta la stessa frase detta dal maratoneta Tsuburaya prima di morire. Satō parte con il treno per raggiungerla.

Prossimo episodio
S01E24 - Welcome to the N.H.K.!

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