Nel 2020 la pandemia causata dal COVID-19 costringe la popolazione mondiale a sospendere le attività lavorative (se non per via digitale) e rinchiudersi in casa. Gli attori Michael Sheen e David Tennant, che prima del lockdown preparavano Sei personaggi in cerca d'autore di Luigi Pirandello, cercano di portare avanti le prove online da casa, in attesa che i teatri riaprano. Intanto devono fare i conti con la situazione disagevole, i familiari, colleghi e a gestire il proprio ego e la loro amicizia.
Torna su Prime Video Good Omens, la serie fantasy tratta dal romanzo di Neil Gaiman e Terry Pratchett che rivela qualcosa di mai visto prima: un universo in cui le forze del Paradiso devono unire le forze con quelle dell'Inferno per impedire l'Apocalisse. Il 28 luglio, la piattaforma di Amazon ha deliziato i fan con una seconda stagione dopo quasi quattro anni di attesa, con protagonisti Michael Sheen e David Tennant, più carismatico che mai, nei panni di un candido angelo che ama i libri e di un demone dall'eterno cipiglio.
Una stagione che ha suscitato molte aspettative e domande: ricordiamo che la prima parte di Good Omens copriva già tutti i contenuti del romanzo, e che questa seconda stagione avrebbe messo le ali ai suoi personaggi, al di là del destino che i loro autori avevano forgiato per loro. Tutto questo, basandosi unicamente su Gaiman, visto che Pratchett è morto nel 2015.
Sono terminati i giorni in cui l'apocalisse incombeva sull'umanità e ogni piccola civetta è tornata al suo ulivo. Ma non per molto: mentre Aziraphale (Michael Sheen) trova una giornata tranquilla nella sua libreria, qualcuno bussa alla porta. Quale sarà la sua sorpresa quando scoprirà che si tratta dell'arcangelo Gabriele (Jon Hamm), totalmente disorientato e affetto da amnesia. Di fronte a questo sfortunato incidente (anche se su scala molto minore rispetto all'Apocalisse, ovviamente), i nostri protagonisti dovranno unire nuovamente le forze per evitare che accada qualcosa al povero Gabriel.