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Ovidio, il poeta scomodo

L’impero di Augusto porta a Roma pace, ricchezza e fermento culturale. Il giovane Ovidio diventa presto uno dei massimi poeti dell’età augustea, insieme a Virgilio, Orazio e Tibullo. Li sostiene Mecenate, ricco amico e consigliere di Augusto. Ma mentre Virgilio celebra le origini di Roma e Orazio ne esalta le antiche virtù, Ovidio canta la gioia dei sensi e racconta le stravaganti e lussuriose avventure degli dei di Roma. Proprio per i temi trattati, forse, Augusto caccia Ovidio da Roma e lo esilia sul Mar Nero, ai confini dell’Impero. Altre possibili cause dell’esilio, legate a scandali di corte o complotti politici, non sono mai state chiarite. Dopo dieci anni d’esilio Ovidio muore solo, lontano dalla città eterna.

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