È il giorno del test di ammissione alla Tōdai, e di primo mattino Keitaro e Naru si recano alla sede in cui si tengono le prove. Al rientro alla pensione Keitaro è piuttosto euforico perché crede che le cose siano andate bene; Naru invece è piuttosto pensierosa. Il mattino successivo Naru e Keitaro vanno a controllare i risultati: nessuno dei due è stato ammesso. Keitaro tenta di consolare Naru dicendole che ha capito che era lei la bamnìbina a cui aveva fatto la promessa, e che tenteranno di entrare alla Tōdai l'anno successivo. Naru gli fa capire che non può essere lei quella bambina, quindici anni prima lei aveva due anni e non poteva fare una promessa del genere. Senza essersi messi d'accordo entrambi decidono di non rientrare alla pensione e di fare una breve gita per superare la delusione. Sia Naru che Keitaro hanno deciso di recarsi a Kyoto e dopo un piccolo incidente (i loro occhiali si sono rotti) fanno il viaggio insieme non riconoscendosi e trattandosi come se fossero due estranei. Entrambi si trovano a proprio agio in questa specie di appuntamento al buio e trascorrono una felice giornata insieme. A sera scoprono che hanno scelto lo stesso albergo e che dovranno condividere la stessa stanza. La loro gioia viene rotta quando tornano in possesso degli occhiali e si riconoscono: il clima idilliaco lascia il posto alla solita routine di bisticci. La notte comunque trascorre tranquilla, nonostante le paure di Naru, e al mattino successivo i ragazzi si incontrano nel lato opposto dell'onsen di cui è dotato l'albergo. Tra i due torna il clima sereno della giornata precedente, e quando Naru propone a Keitaro di andare a fare un giro insieme lui accetta convinto.