Stati Uniti, 1946. Peggy viene interrogata dai colleghi dell'SSR e l'arrivo in suo soccorso di Jarvis con una confessione di colpevolezza firmata da Howard Stark peggiora solamente le cose nel momento in cui quest'ultima si rivela contraffatta dal maggiordomo per salvare la donna che, tuttavia, nota il dottor Ivchenko comunicare in codice morse con qualcuno (Dottie) nell'edificio di fronte alla sede dell'SSR. Al fine di ottenere la loro fiducia, Peggy racconta a Dooley, Thompson e Sousa la verità in merito alla sua indagine parallela senza omettere nemmeno che l'arma rinvenuta nel suo appartamento contenga il sangue di Captain America. Persuaso, Dooley manda i due agenti nell'edificio frontale in testa a un manipolo di uomini e si adopera a sorvegliare lo psichiatra che, tuttavia, riesce a ipnotizzarlo facendosi aiutare a rubare una delle invenzioni di Stark dal deposito dell'SSR, per poi raggiungere Dottie (sfuggita ai suoi inseguitori) e fuggire in tutta calma mentre Peggy, Jarvis, Thompson, Sousa e il resto dell'SSR tentano di soccorrere il capo Dooley, costretto sotto ipnosi a indossare un giubbotto esplosivo. Comprendendo di non avere possibilità di salvezza, l'uomo si getta dalla finestra per far sì che i suoi uomini non rimangano coinvolti nell'esplosione; contemporaneamente Dottie e Ivchenko, giunti nella sala di un cinematografo, sperimentano l'arma rubata: un gas che spinge le persone che lo respirano a massacrarsi a vicenda in preda a una sorta di raptus di follia.