A Cicely si festeggia il Natale sovrapponendolo alla leggenda indiana del Corvo, che celebra il ritorno alla luce e alla vita. Non essendoci una chiesa, Shelly soffre la mancanza dei riti cattolici, soprattutto della Messa. Holling per tentare di farla sentire più vicina a casa e alla sua infanzia canta per lei l'Ave Maria in latino.
Maggie non sopporta di dover trascorrere come ogni anno il Natale in famiglia e si sente in colpa per questo, ma quando i suoi genitori l'avvisano che andranno invece ai Caraibi si rende tristemente conto che passarlo da sola è perfino peggio che dover affrontare i propri parenti. A farle ritrovare lo spirito natalizio sarà l'ebreo Joel che non ha mai festeggiato questa ricorrenza cristiana e ora, pur tentando di farlo procurandosi un albero di Natale, scopre che non fa per lui perché la sua formazione ebraica prevale.
Anche Maurice è malinconico per l'idea di trascorrere in solitudine in Natale, ma riceve una visita inaspettata che cambia tutto: scopre che una donna con cui aveva avuto una relazione durante la guerra di Corea ha avuto un figlio, di cui lui non aveva saputo nulla finora; lei, il figlio e il nipote sono venuti per conoscerlo e lui, dopo le iniziali difficoltà, causate dai suoi pregiudizi culturali, riesce ad accettare la nuova famiglia, anche se non è esattamente quella che avrebbe desiderato.