La notizia della morte dello zio Charlie (a 110 anni!) sprofonda Holling in una crisi di mezz'età... a sessant'anni passati. Sentendo di non aver sfruttato la propria vita, passa il tempo ubriaco, a distillare vodka, finché Chris non gli racconta del proprio "anno perduto" e Shelly non gli fa capire, con uno spettacolo di burattini, che la sua vita non è stata nè vuota nè inutile.
Joel si rende conto per la prima volta che in tutta la contea di Arrowhead è l'unico ebreo (e in tutta l'Alaska sono solo 2mila) e soffre l'isolamento culturale. La scoperta che esiste un villaggio chiamato Velachiske (come quello russo da cui proviene la sua famiglia) non gli è d'aiuto, quando lo trova completamente abbandonato.
Ed gira un documentario su Ira Wingfeather, l'ultimo artigiano di flauti indiani tradizionali, ma alla fine si rende conto che più importante di riprendere un'attività prossima alla scomparsa è impararla e mantenerla viva.