Stark ed i suoi uomini indagano sull'omicidio di un noto lottatore del campionato di Ultimate Fighter. Il crimine è avvenuto poco dopo l'ultima vittoria conseguita dalla vittima. Gli uomini della Procura si concentrano sulla moglie dell'uomo, la quale, messa alle strette, confessa di aver manomesso la scena del crimine. In realtà, la morte del marito è il risultato di un suicidio. Stark decide di perseguire l'uomo che aveva fornito gli steroidi alla vittima accentuando così la psicosi e lo stato depressivo di quest'ultimo. Ma le prove sono inconsistenti ed il giudice sceglie di far cadere l'accusa. Una nuova analisi della scena del crimine dimostra che il decesso del lottatore è avvenuto in un altro luogo della casa e che in un secondo momento l'assassino, o gli assassini, hanno cercato di far passare l'evento come un suicidio. Stark formalizza l'accusa nei confronti di un altro lottatore in partenza per il Sud Est Asiatico. Nel corso del processo, l'imputato decide di confessare puntando ancora una volta il dito nei confronti del primo sospetto.