La moglie e i numerosi figli e figlie di re Horik arrivano a Kattegat, dove si festeggia il ritorno a casa. Floki, per provare a re Horik la sua fiducia, avvelena Torstein. Horik gli confessa il suo piano di voler assassinare Ragnar, Lagertha, Bjorn, Rollo, Aslaug e tutti coloro che gli sono fedeli. Floki accetta di aiutarlo. In cambio della promessa di sposarla, Horik ordina a Siggy di assassinare i figli di Ragnar e Aslaug e le consegna un coltello. Intanto, dopo un perioso di continue tensioni, Bjorn e Þorunn si riconciliano. Athelstan insegna a Ragnar la preghiera del Padre Nostro. Durante la notte, silenziosamente giungono a Kattegat numerosi uomini armati di Horik, che cominciano ad uccidere tutti coloro che incontrano sul loro cammino. Giunti nella sala principale, Horik scopre Torstein ancora vivo e capisce di essere caduto in una trappola. Il re realizza che Floki e Siggy non hanno mai tradito Ragnar, ma lo hanno ingannato per scoprire i suoi piani. Tutti gli uomini di Horik vengono uccisi insieme a tutti i suoi figli maschi e femmine, con l'unica eccezione di Erlendur, l'erede di Horik, per il quale il padre ha chiesto pietà offrendosi inerme e rassegnato alla morte come contropartita. Lagertha uccide in duello la moglie di Horik e Bjorn consente alle giovani serve della famiglia di Horik di scappare prima che sia troppo tardi. Infine Ragnar pugnala a morte Horik e poi si accanisce rabbiosamente contro il suo corpo. L’ultima scena mostra Ragnar seduto sulla vetta che domina il fiordo di Kattegat con in braccio la spada dei re.
La notizia è quella che i fan dell’universo di Outlander aspettavano: la stagione 2 di Outlander: Blood of My Blood arriva tra 9 giorni, con première fissata per il 18 settembre 2026 su Now TV. Non è quindi il momento di guardarsi indietro con nostalgia, ma di prepararsi al ritorno di una serie che ha trasformato una premessa da prequel in qualcosa di più ambizioso: due storie d’amore parallele, due epoche storiche lontane, un’unica grande domanda emotiva. Da dove nascono davvero i destini di Jamie Fraser e Claire Beauchamp?
Per chi si fosse distratto dopo la prima stagione, basta ricordare l’essenziale. Outlander: Blood of My Blood segue da un lato Ellen MacKenzie e Brian Fraser nelle Highlands scozzesi dei primi anni del XVIII secolo, e dall’altro Julia Moriston e Henry Beauchamp nell’Inghilterra della Prima guerra mondiale. Non è solo una doppia love story: è il racconto delle radici familiari, politiche e sentimentali dei due protagonisti di Outlander. La stagione 1, composta da 10 episodi, ha stabilito il tono della serie: romance storico, tensione tra dovere e desiderio, drammi familiari, e quella vena fantastica e fantascientifica che rende questo universo più grande di un semplice period drama.
La stagione 2 è attesa proprio perché può permettersi di alzare la posta. Ora che il pubblico conosce i due nuclei narrativi, la nuova stagione dovrebbe spingere con più decisione sulle conseguenze delle scelte compiute dai personaggi. Nelle Highlands, la relazione tra Ellen MacKenzie, interpretata da Harriet Slater, e Brian Fraser, volto di Jamie Roy, promette di intrecciarsi ancora di più con rivalità di clan, alleanze instabili e questioni di sangue. Il nome MacKenzie, nell’universo di Outlander, non è mai neutro: significa potere, lealtà, ambizione, ma anche conflitto. Con figure come Dougal MacKenzie, interpretato da Sam Retford, Colum MacKenzie, interpretato da Séamus McLean Ross, e Murtagh Fitzgibbons Fraser, interpretato da Rory Alexander, la stagione 2 ha tutto il materiale per trasformare la storia d’amore in una vera miccia politica.