Lo stretto di Hormuz è ancora chiuso, gli iraniani continuano a bombardare qualsiasi nave non sia stata autorizzata, e questo rischia di ridisegnare la globalizzazione per come la conosciamo. Dallo stretto infatti non passano solo idrocarburi, ma anche fertilizzanti necessari per l’agricoltura mondiale, farmaci, ma anche acciaio o elio, fondamentale per tutta la tecnologia moderna. Il fatto è che la globalizzazione si regge su rotte stabili e hub produttivi super concentrati. Nel momento in cui questi pochi, punti sensibili saltano, salta la globalizzazione. È forse il momento di inventarci una nuova globalizzazione? Avere nuovi fornitori? Nuovi sistemi per garantire la nostra sicurezza energetica e alimentare? Forse, ma in ogni caso, rischiamo una pesante inflazione se non stagflazione violenta, e i costi saranno alti.