Frank va ad Oslo assieme all'agente della PST, comunicandogli di avere una conoscenza che può aiutarli a risolvere la questione: si tratta di Tom Aune, detenuto nella prigione di Drammen. Recatisi in carcere, Frank gli chiede di fornire loro informazioni sulla banda, garantendogli la libertà. Tom, allora, fa il nome del cassiere della stessa, "l'arancione", ma quando Frank e l'agente lo trovano per estorcergli informazioni, scoprono di essere stati ingannati da Tom, che nel frattempo è stato rilasciato.
A Lillehammer, intanto, Torgeir e Roar, incaricati da Frank di dirigere il Flamingo in sua assenza, ricevono la visita della madre, Belinda, che non vedono da 10 anni. La donna si presenta al locale assieme al nuovo compagno, lo svedese Stanley Olsson; mentre Torgeir non sembra felicissimo di rivedere la parente, Roar organizza una festa in suo onore, senza badare a spese. Ciò, però, comporta un'enorme spesa per il Flamingo, già in difficoltà economica per mancanza di rifornimenti di alcol (Roy, la fonte, è alle prese con problemi fisici e di giustizia, e da tempo non rifornisce il locale).
Recatisi alla casa di Aune per vendicarsi, Frank e l'agente si imbattono in Zlatan, la guardia del corpo di Tom: prima che la situazione degeneri, l'ex imprenditore confida ai due che Zlatan ha delle informazioni sui criminali che stanno cercando. L'uomo, in effetti, mostra a Frank il capo della banda, Bamse, che vive in una baita su un'isola poco distante da Oslo: Frank ed i suoi uomini, assieme a Zlatan e Tom, organizzano un piano per entrare nella casa dell'uomo e sottrargli i documenti cui Frank tiene (ovviamente Tagliano non ne rivela il contenuto ai soci).
Jan, intanto, viene sorpreso da Randi (la sua ragazza e co-proprietaria del centro profughi), in compagnia di una spogliarellista del Flamingo. La donna, furiosa, lo lascia, denunciando al dipartimento dell'immigrazione la sua vecchia dipendenza dalla droga e la vicenda di Johansen con le minorenni; in tal
Il genere gangster ha catturato l'immaginario di milioni di cinefili e spettatori in tutto il mondo. È anche il mondo seriale non è da meno. Sono serie che ci immergono in un universo criminale, fatto di intrighi, azione e personaggi ambigui che lottano per il potere e la sopravvivenza. Dai quartieri malfamati alle alte sfere del potere, queste produzioni ci trasportano in un contesto in cui regnano il pericolo e l'adrenalina, mentre ci fanno conoscere i segreti più oscuri e affascinanti della criminalità organizzata.
Nell'articolo di oggi, esploreremo tre serie gangster che meritano di essere recuperate per un emozionante fine settimana di binge watching. Dalle strade ai labirinti di potere delle famiglie mafiose, queste serie ci offrono una prospettiva unica sulla vita criminale e ci invitano a esplorare le sfumature complesse dell'eterna lotta tra giustizia e corruzione.
Frank Tagliano è un mafioso italoamericano che decide di pentirsi e di entrare nel programma di protezione testimoni dell'FBI. Con la nuova identità di Giovanni Henriksen si trasferisce in Norvegia, a Lillehammer (detta Lilyhammer, all'"americana"), meta scelta a sorpresa in quanto rimasto colpito dalle immagini delle Olimpiadi invernali del 1994. Giovanni cerca una faticosa integrazione nella società scandinava, finendo per ricadere nelle passate abitudini, gestendo un locale e alcuni loschi traffici. Gli strani comportamenti di Giovanni desteranno i sospetti di Sigrid, la sua nuova compagna, e della polizia locale. Contemporaneamente, i suoi vecchi nemici di New York non hanno smesso di cercarlo. Steven Van Zandt (il mitico Silvio Dante de I Soprano) possiede già nel volto le caratteristiche fisiognomiche idonee a interpretare il protagonista di questa serie, con tutta una serie di tic ed espressioni facciali su cui costruisce il personaggio in maniere eccelsa. La serie del 2012 è disponibile su Netflix ed è una coproduzione tra gli Stati Uniti e la Norvegia.